Terminator

Terminator

Un cult che ha fatto storia!

Nel maggio del 1984 un cyborg proveniente dal 2029 fa il suo arrivo a Los Angeles con il compito di uccidere Sarah Connor rea di essere la madre del futuro leader della resistenza umana. Nel futuro infatti la Terra, dopo un conflitto nucleare è dominata da macchine che hanno preso il sopravvento sugli uomini. Anche la resistenza avrà la possibilità di mandare qualcuno dal futuro, il soldato Kyle Reese che dovrà proteggere ed impedire che la madre del leader muoia cancellando per sempre la nascita di John Connor nella storia futura e facilitando così la vittoria delle macchine.
Un cult un capolavoro, non c’è altro da aggiungere per descrivere il film in questione “Terminator” di James Cameron del 1984, un film nato per diventare leggenda, ma dove al tempo stesso l’unico a crederci era il regista e pochissimi altri.
Il progetto nacque inaspettatamente grazie ad un incubo che il regista e sceneggiatore ebbe durante una notte tormentata e febbricitante in un albergo romano. Cameron si trovava nella capitale per discutere animatamente del montaggio del suo primo film con il produttore della pellicola. Tornato in America il regista butta giù una prima bozza del trattamento, fino ad arrivare un anno dopo ad una sceneggiatura completa, molto apprezzata dagli addetti ai lavori. Il budget di produzione stanziato fu di 6.400.000$ e le riprese vennero effettuate a Los Angeles a partire dall’inizio del mese di marzo fino alla metà del maggio 1984. Il film usci nelle sale americane il 26 ottobre 1984 (in Italia a gennaio 1985) arrivando ad incassare 38.000.000$ in patria più i guadagni esteri di altrettanti 40.000.000$, raggiungendo un box office complessivo di 78.000.000 di dollari e per di più con una campagna promozionale grossomodo inesistente.
Il cast era composto innanzitutto da Arnold Schwarzenegger al suo terzo ruolo importante in un film di successo dopo Conan il barbaro di John Milius del 1982 e Conan il distruttore di Richard Fleischer del 1984, Michael Biehn, Linda Hamilton, Lance Henriksen, Paul Winfield, Rick Rossovich, Bess Motta ed Earl Boen.
Inizialmente il Terminator doveva essere interpretato dall’attore Lance Henriksen, il detective Vukovich nel film, per altro anche amico del regista, mentre Arnold Schwarzenegger doveva essere Kyle Reese (scelta imposta dalla produzione e non condivisa dal regista), una volta incontrato l’attore, Cameron cambiò inaspettatamente idea conquistato da quest’ultimo e dalle sue idee per un interpretazione del cyborg e ribaltò il tutto affidandogli la parte del Terminator (nella prima stesura della sceneggiatura al contrario il terminator era un uomo di statura normale, facilmente mimetizzabile tra la gente). Una volta assegnato il ruolo del robot, automaticamente anche la candidatura al ruolo di Henriksen venne messa in discussione, infine per interpretare il soldato Kyle Reese venne scelto l’attore Michael Biehn (con Cameron anche nei successivi Aliens, The Abyss e in un cameo nella Director’s cut di Terminator 2), decisamente più atletico e giovane e quindi più idoneo a fare da contrapposizione al fisico scultoreo di Arnold Schwarzenegger. Per il ruolo della giovane diciottenne Sarah Connor le attrici provinate furono infinite, di cui più di qualcuna divenute nel tempo molto famose, la spuntò Debra Winger che però qualche mese prima dell’inizio delle riprese cambiò idea, Jennifer Jason Lee venne molto apprezzata durante il provino dal regista ma giudicata troppo giovane e inesperta, il personaggio infine come sappiamo venne assegnato all’attrice ventisettene Linda Hamilton.
La produzione già pronta a partire per l’estate del 1983 fu posticipata di alcuni mesi per permettere a Schwarzenegger di prepararsi a girare il seguito di Conan il barbaro già pianificato precedentemente. Le società di produzione del film come la Hemdale e la Pacific Western sono oramai da anni fallite o inattive, tant’è che per realizzare il seguito del film nel 1990 ci sono voluti mesi di contrattazione fra la nuova casa di produzione (Carolco, peraltro oggi anch’essa fallita) e le vecchie. Per quanto riguarda la sceneggiatura, il primo copione di Cameron divergeva in molti punti da quanto poi si è visto nel film. Il regista aveva immaginato l’arrivo dal futuro di due Terminator inviati insieme, accanto al cyborg con lo scheletro di metallo (il T-800) ci sarebbe dovuto essere un Terminator di metallo liquido in grado di mutare aspetto. Ma gli effetti speciali dell’epoca non erano ancora così evoluti e il budget a disposizione non lo permetteva, così il secondo Terminator venne messo da parte e “riciclato” anni dopo per il sequel.
Schwarzenegger prese molto seriamene la sua parte, si allenò con le armi per oltre un mese, due settimane delle quali le trascorse a smontare e rimontare senza guardare le varie armi usate dal Terminator, cosi da sembrare come si scorge nel film, una vera e propria macchina assassina. In più l’attore tra una ripresa e l’altra, cercò di evitare il più possibile Michael Biehn e Linda Hamilton, per non uscire dal personaggio. La Hamilton dal canto suo, si procurò una distorsione a una caviglia proprio pochi giorni prima dell’inizio delle riprese, per questo le svariate scene degli inseguimenti a piedi vennero spostate a fine riprese, comunque tutto questo non bastò e fu indispensabile per lei l’uso di strettissime fasciature per tutto il film. A guardare con attenzione le scene in cui corre, si nota che zoppica leggermente.
Nella scena ambientata nel futuro, vediamo un Terminator infiltrarsi nell’accampamento degli umani e fare una strage, a interpretare il cyborg è l’italianissimo Franco Columbu, culturista sardo e amico di vecchia data di Arnold Schwarzenegger sin dagli anni 60.
Lo scrittore di fantascienza, romanziere e sceneggiatore TV Harlan Ellison subito dopo l’uscita del film fece causa a Cameron sostenendo che il film copiava due suoi episodi di “Oltre i limiti”, vecchia serie americana inedita in Italia nata sulla scia di “Ai confini della realtà” e inoltre che l’idea di Skynet ricalcasse un racconto premio “Hugo” di Ellison, “Non ho bocca, e devo urlare”. La Orion la società che distribuiva il film decise di risolvere la questione dando dei soldi a Ellison e introducendo un riconoscimento al lavoro dell’autore come fonte d’ispirazione nelle edizioni successive del film: Cameron sicuro del fatto suo era assolutamente contrario alla cosa, ma i produttori gli dissero che l’alternativa era fargli pagare di tasca sua il risarcimento qualora Ellison avesse vinto la causa. Cameron allora firmò, dichiarando “di non avere avuto altra scelta”.
All’epoca durante la post produzione in sala di montaggio James Cameron dovette faticare non poco per mantenere il controllo del film. Tra i produttori c’era chi voleva eliminare completamente l’ultimo rullo di pellicola e far finire il film al momento dello scoppio della cisterna (ipoteticamente per mantenere l’opera nei 90 minuti canonici per quanto riguarda i film di intrattenimento per ragazzi, almeno per l’epoca). Fortunatamente sappiamo che cosi non andò!

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